Daemos –
Dio del male e dell’inganno

La vera forma di Daemos è quella di un serpente senza ali lungo centinaia di miglia di metri. Si è manifestato su Sasaria con un avatar dall’aspetto umanoide, corrompendo la mente di Mondain e guidandolo verso la dannazione.
Daemos non si è mai mostrato se non attraverso gli avatar o negli incubi più peggiori, in forme umanoidi. Il suo avatar è uno stregone molto alto, poco più di 3,96 m, un umanoide carismatico dalla pelle rossa con le corna in testa e gli occhi rossi luminosi. Nel complesso, ha un aspetto carismatico e bello il quale riesce ad affascinare le genti.
Ha sempre una barba perfettamente tagliata e indossava abiti rossi e neri molto costosi, ognuno di questi vestiti era abbastanza prezioso Sotto questi costosi indumenti, il corpo era ferito con ferite sanguinanti.
Daemos è il dio del male, il suo obiettivo è di diventare il dio supremo anche se richiede la distruzione dell’attuale pianeta e la creazione di un nuovo mondo.
Crede fermamente che un futuro radioso attende il multiverso, se dovesse governarlo.
Per quanto arrogante fosse questa affermazione, Daemos aveva la competenza per sostenerlo.
Di fronte agli altri, da l’impressione di un uomo fiducioso ed eloquente con cui è abbastanza ragionevole parlare. In effetti, era abbastanza difficile scovare la sua vera malvagità , Mondain ne fu’ attratto ed affascinato, cosi’ facendo Mondain diveni’ il suo avatar, cominciarono cosi’ Gli anni dell’oscurità.
Daemos governava l’intero piano dell’Inferno.
Ha costruito un grande esercito demoniaco nel corso degli anni, pronto ad usarlo nel momento più propizio.

Erkal –
Dio della legge e della giustizia

Erkal è il capo della coalizione delle divinità conosciuta come la Triade.
Viene ritratto come cieco, sebbene si riferisse alla sua posizione di dio della giustizia, Di solito viene raffigurato come un sacertode guerriero con una corporatura potente e una faccia barbuta, brandendo un potente martello sacro lucente.
La sua prima apparizione a Sosaria fù negli Anni Dell’oscurità, dove il malvagio Mondain sotto l’influenza del Dio Daemos riusci’a dominare il pianeta con crudeltà innaudita.
La chiesa di Erkal è forte nelle terre più civili dei Reami. Sono noti per non aver mai rifiutato il servizio o l’aiuto ai fedeli quando erano in difficoltà. Per mantenere il favore di Erkal , bisogna rispettare i nemici caduti, estirpare il male più assoluto essendo cosi’ onorevoli e degni delle più alte lodi.
Domina insieme ai suoi due figli Greenwood e Memphis il piano dell’Imperium.
La chiesa di Erkal è composta da chierici e paladini.

Greenwood –
Dio della natura

Greenwood è il dio sfrenato dell’avventura e della natura. Desidera fortemente il rispetto della natura e che i suoi seguaci si avventurassero e facessero conoscere l’ignoto.
Greenwook viene raffigurato con una tunica lunga di colore verde smeraldo con una quercia al centro.La loro chiesa I Fratello di Greenwood cerca di diffondere il rispetto della natura e a spronare le genti all’avventura, i suoi seguaci sono esperti esploratori e conoscono quasi tutti i luoghi più segreti celati agli occhi dei comuni avventurieri.
La sua prima apparizione a Sosaria fù negli Anni dell’oscurità, sotto il dominio di Mondain e il dio Daemos insieme a suo padre Erkal e il fratello Memphis.
La chiesa di Greenwood è composta da arcieri e druidi.

Memphis –
Dio della magia

Memphis è la divinità accademica dell’apprendimento e dell’intelligenza di Sosaria. Egli predica il valore dello studio e della comprensione, della ricerca di nuove conoscenze e della conservazione. Memphis viene ritratto come uno strano stregone presumubilmente non umano con una lunga barba bianca, calvo orecchie a punta ed i suoi due tomi di magia.
Infatti fù proprio cosi’ che si manifesto’ all’epoca degli Anni Dell’oscurità, dove l’ombra di Mondain e di Daemos dominava su tutto il pianeta.
I maghi Dell’Accademia di Magia conservavano le più grandi università e biblioteche di Sosaria, tuttavia non a tutti è permesso accedervi.
La chiesa di Memphis è composta da studiosi e maghi di magia.